Svetlana sedeva nella sua cucina, con il cuore pesante. Trent’anni di matrimonio, trent’anni di alti e bassi, e ora tutto era finito. La sua vita, che un tempo era stata condivisa con un uomo che amava, ora era segnata dal silenzio del divorzio. Non c’erano urla né rimproveri, solo una calma surreale. Oggi avrebbe firmato le carte, e il suo matrimonio sarebbe stato ufficialmente concluso.
Il marito, Alexei, le aveva consegnato un pacchetto il giorno stesso in cui avevano deciso di separarsi. Un pacco modesto, avvolto in carta grigia e dai bordi irregolari, che aveva detto di aprire solo tra un anno. Il suo tono era stato strano, quasi doloroso, come se avesse voluto lasciarle un’ultima promessa, un ultimo gesto di affetto, anche se non sapeva più come mostrarlo.
Un anno passò in un batter d’occhio. Svetlana si ritrovò sola, in una casa vuota. Il suo figlio la visitava raramente, come se cercasse di proteggersi dal dolore di vedere i suoi genitori separati. Gli amici la evitavano, incapaci di affrontare l’argomento del divorzio. La vita sembrava essere passata senza che lei potesse fermarla.
Il pacco rimase nell’armadio per tutto l’anno, come un peso che non riusciva a lasciarsi alle spalle. Ma oggi, finalmente, decise di aprirlo. Seduta al tavolo della cucina, con il cuore che batteva forte, lei strappò la carta con mani tremanti.
Dentro c’era un piccolo pacco, avvolto in tessuto morbido. Accanto, un biglietto. Svetlana lo lesse con attenzione, e le parole sembrarono parlare direttamente al suo cuore: “Per il tempo che abbiamo condiviso, per il futuro che abbiamo perso. Spero che tu possa trovare la pace.”
Nel pacco c’era una piccola scatola d’argento, dentro la quale c’era un anello. Un anello che una volta aveva significato l’inizio di una vita insieme, ma ora, sembrava essere solo un ricordo di ciò che non sarebbe mai più tornato.
Svetlana guardò l’anello e capì che, nonostante tutto, il suo cuore era pronto a guarire.