Nonostante gli sforzi dei genitori, il bambino non smette di piangere finché non decidono finalmente di controllare cosa c’è che non va.

Da neo-genitori, mio marito ed io ci trovavamo ad affrontare una delle sfide più difficili della nostra vita: il pianto incessante del nostro bambino. Ogni volta che lo mettevamo nella culla, il suo pianto esplodeva, diventando sempre più forte e disperato. Non importa cosa facessi – canzoni, cullarlo con dolcezza per ore, rumore bianco – niente sembrava calmare quel pianto. Il nostro cuore si spezzava ogni volta che lo sentivamo, ma sembrava che nessuna delle nostre tecniche funzionasse. La stanchezza ci aveva consumato; dormivamo a malapena, e ogni piccolo rumore ci faceva saltare sulla sedia, preoccupati che il nostro piccolo si fosse svegliato.

Una sera, esausta ma determinata, decisi di fare un controllo prima di andare a letto. Qualcosa mi sembrava strano. Ogni notte era la stessa scena, ma stasera sentivo che dovevo cercare una risposta. Chiamai mio marito, che si alzò con me per accompagnarmi. “Non voglio farlo da sola,” gli dissi, temendo che potesse succedere qualcosa di più di un semplice pianto.

Entrammo nella stanza dove il piccolo dormiva nella sua culla. La stanza era stranamente fredda, come se una corrente d’aria fosse entrata da qualche parte. Mio marito accese la luce, ma ciò che vedemmo mi lasciò senza parole.

La culla, che di solito era perfettamente immobile, ora si muoveva dolcemente da sola. Non c’era vento, né rumore, né motivo apparente per quel movimento. Sembrava quasi che qualcuno stesse cullando il bambino, ma eravamo solo noi nella stanza. Guardai mio marito, il suo volto pallido come il mio. Fu allora che lo notammo: sotto la culla c’era una piccola luce tremolante, come una lanterna. Era come se qualcosa di invisibile stesse proteggendo il nostro bambino.

Senza fiatare, ci avvicinammo, consapevoli che forse non tutto era come sembrava.

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Nonostante gli sforzi dei genitori, il bambino non smette di piangere finché non decidono finalmente di controllare cosa c’è che non va.
Questi siamo io e mio marito che mi ha lasciato dopo 47 anni di matrimonio per una donna più giovane… E dopo qualche mese si è ginocchiato, chiedendo perdono…